Si può produrre benzina dalle biomasse?

Il successo delle stufe a pellet è dovuto a diversi fattori, che abbiamo spesso analizzato:

Naturalmente, l’intenzione è quella di esaurire la richiesta di combustibili fossili in ogni ambito, a livello globale, continuando a camminare in una direzione che sia non solo più economica, ma anche più favorevole in termini ambientali.

Quali sono i passi fatti dalla ricerca, in questo senso, per la benzina?

Audi impegnata nella e-benzin

È proprio degli ultimi mesi la notizia secondo cui Audi si sarebbe impegnata in ricerche ed investimenti nel campo della benzina sostenibile.

In effetti, la casa automobilistica tedesca ha sempre avuto un occhio di riguardo verso lo sviluppo del settore carburanti, ma sembra che, al momento, sia interessata ad un’ottica più ecofriendly: dal 2014 è in fase di studio una soluzione per il diesel fondata sull’utilizzo dell’elettrolisi e della CO2 presente nell’aria mentre, per quanto riguarda la benzina, sta lavorando ad un progetto, congiuntamente con un’azienda francese (Global Bioenergies), per ottenere un carburante tramite lavorazione di sostanze di scarto (gli scarti dell’agricoltura); parliamo della e-benzin che, a detta del brand, in futuro consentirà persino di sviluppare motori più efficienti e meno inquinanti. Dai primi test è emerso che vengono emessi meno gas nocivi durante la combustione e che anche il motore ne giova, migliorando l’efficienza complessiva.

Ma c’è di più: la reale intenzione per un futuro un po’ più remoto è quella di eliminare anche le biomasse, al centro di un aspro dibattito ambientale sulla questione monocoltura, deforestazione etc, arrivando a concepire un carburante prodotto soltanto con anidride carbonica e idrogeno; quella che chiameremo la “benzina sintetica“.

Il primo impianto di bioetanolo a Tortona

Inoltre, è notizia del 2012 che Tortona, in provincia di Alessandria, sia stata la prima città italiana ad ospitare un impianto di biobenzina capace di erogare bioetanolo di seconda generazione, cioè prodotto attraverso l’utilizzo di colture non-alimentari e defilandosi, quindi, anche in questo caso, dalla diatriba sulla questione “food”; si tratta di una miscela più economica e con prestazioni paragonabili ai carburanti tradizionali, riducendo, però, contemporaneamente l’impatto ambientale e, quindi, l’inquinamento.

Domande, dubbi, polemiche e perplessità

Come in tutte le novità radicali, in grado di cambiare le nostre abitudini e la nostra intera vita a tutti i livelli, anche quella della biobenzina ha suscitato molte polemiche; non bisogna dimenticare, però, che si tratta di un futuro che non è ancora massivamente realtà e che, quindi, va studiato e riequilibrato ad ogni passo che si compie.

Non mancano anche i titoli di giornali un po’ sensazionalistici e le fake news che circolano nel settore, ma le critiche costruttive che riguardano questo nuovo tipo di carburanti riguardano, essenzialmente, due fattori:

  • i dubbi sulla resa totale, a livello di filiera, cioè relativi al fatto che potrebbe essere così dispendioso, in termini di energia, sintetizzare il biocombustibile, che non ne varrebbe la pena;
  • i dubbi sulla questione agronomica che potrebbe venirne gravemente inficiata, perché potrebbero essere necessari davvero troppi quantitativi di biomassa per produrre un semplice litro di biobenzina.

Un punto su cui si sono soffermati anche dei ricercatori del Politecnico di Milano, che si sono resi conto, attraverso una ricerca, che alcuni cereali e la canna da zucchero, coltivati per “alimentare” le auto, utilizzati come cibo avrebbero potuto sfamare un terzo della popolazione malnutrita del globo. L’unica speranza proviene, appunto, dagli sviluppi futuri, come asserito da una ricercatrice del progetto: “La ricerca sta andando avanti sui biocombustibili di seconda generazione in cui si usano prodotti secondari e anche di terza generazione, in cui si impiegano le alghe (…) ma servirà del tempo prima che riescano a produrre la stessa quantità di biocombustibili di prima generazione prodotta oggi“.

Non resta che attendere, quindi, i prossimi sviluppi.

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