Potere calorifico del pellet: cos’è e quanto incide

potere calorifico del pellet

Il pellet, oltre ad essere un prodotto naturale ed ecologico, ha un alto potere calorifico, caratteristica da tenere d’occhio quando si confrontano diversi tipi di pellet.

Che cos’è il potere calorifico

Il potere calorifico equivale alla quantità di calore che si sprigiona conseguentemente alla combustione di un’unità di una sostanza (nel nostro caso, il pellet). Nello specifico, si considera come unità di misura di base per il pellet 1Kg, mentre l’unità di misura del potere calorifico può essere a scelta tra MJ/kg (Megajoule per kg), kWh/kg (Chilowattora per kg) o Kcal/kg (Chilocaloria per kg).

Lo standard universalmente riconosciuto per il calcolo del potere calorifico è la norma ISO 18125:2017 Biocombustibili solidi – Determinazione del potere calorifico.

A riguardo, non vi sono obblighi riguardanti la scelta uniforme dell’unità di misura da parte dei produttori, ma è possibile fare delle proporzioni tra i diversi riferimenti:

1 Chilowattora = 3,6 Megajoule (basta moltiplicare il valore dell’unità di energia per 3,6);

1 Chilocaloria = 0,004184 Megajoule (basta dividire il valore dell’unità di energia per 239).

Quali tipologie possiamo individuare?

Possiamo analizzare il potere calorifico secondo due diverse indicazioni:

  • Potere calorifico superiore (PCS)

Il potere calorifico superiore indica l’energia potenziale prodotta dall’ossidazione completa di un combustibile secco insiema all’energia recuperata dalla condensazione dell’acqua di combustione.

  • Potere calorifico inferiore (PCI)

Il potere calorifico inferiore, invece, indica l’energia potenziale generata dall’ossidazione completa di un combustibile secco, escludendo l’energia contenuta nell’acqua di combustione. L’unità di misura più diffusa per misurare il PCI resta comunque il chilowattora per kg (=KWh/kg).

Il consumatore può considerare come più veritiero il dato relativo al PCI e concentrarsi su quello nella scelta del pellet, considerando quanto effettivamente potere calorifico viene prodotto. Per classificare un pellet in classe A1, il PCI deve essere non inferiore al 4,6 KWh/kg.

Da ricordare che la classificazione A1 riguarda lo standard EN PLUS che certifica il percorso del pellet dal produttore al consumatore. Le classi di qualità sono tre: quella A1 certifica che il residuo di ceneri non superi lo 0,7%, quella A2 attesta il residuo al di sotto del 1,5%, mentre la classe B riguarda i grandi impianti o le caldaie di medie e grandi dimensioni con il residuo di ceneri entro il 3,5%.

L’incidenza del legno

Altro fattore che va ad incidere sul potere calorifico del pellet deriva dalla tipologia di legna scelto. Il valore del potere calorifico è solitamente compreso in una fascia tra i 19 e i 23 MJ/kg. 

I principali legni scelti sono i seguenti:

  • quercia (5,29 KWh/Kg);
  • pino (5,30 KWh/Kg);
  • faggio (5,32 KWh/Kg);
  • abete (5,33 KWh/Kg);
  • frassino (5,42 KWh/Kg);
  • castagno (5,50 KWh/Kg);
  • betulla (5,57 KWh/Kg). 

Tra questi, quelli maggiormente utilizzati sono l’abete, il pino ed il faggio. 

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