Legno e Pellet inquinano?

legno e pellet inquinano

Legno e pellet inquinano più di altre alternative? È vero che l’utilizzo di questi materiali per riscaldarsi comporta un negativo impatto ambientale e un elevato inquinamento?

Secondo un’ampia fetta di critici, sembrerebbe proprio di si, con il riscaldamento residenziale a provocare polveri sottili in grado di avvelenare intere aree metropolitane. 

Ma, come nella stragrande maggioranza dei casi, non sempre è tutto semplice e chiaro, ma, piuttosto, è necessario approfondire ogni tema ed evitare di nascondersi dietro ragionamenti sensazionalistici. 

Se la tesi, sostenuta da molti, per cui le stufe siano le principali responsabili della produzione di microparticelle e polveri sottili in grado di danneggiare i polmoni dei cittadini, avesse trovato fondamenti, non avrebbe avuto senso parlare di un modo ecologico di riscaldare, derivante da una fonte naturale e rinnovabile.

Nonostante numerose ricerche abbiano confermato queste teorie, analizzando l’incidenza delle emissioni di polveri sottili legate al settore residenziale, sia in Italia che in Europa si incentiva continuamente l’utilizzo di queste fonti rinnovabili, andando apparentemente a creare confusione in merito.

Si deduce, facilmente, che la realtà è molto più complessa: le polveri sottili, principali incriminate nel campo dell’inquinamento, vengono prodotte anche in natura, a causa del traffico o dei lavori portati avanti dai settori di industria e agricoltura. A questo va aggiunto che la maggior parte delle polveri sottili prodotte attraverso la combustione di legno e pellet, si formano in seguito ad una reazione chimica (come spiegato da Andrea Minutolo, coordinatore scientifico di Legambiente), ossia rientranti nella categoria considerata secondaria, confrontata con la primaria che invece prevede la presenza di polveri sottili principalmente nei fumi dei camini.

Ma molto dipende da quale apparecchio si utilizza e da quali elementi si decide di bruciare: per questo motivo è consigliato utilizzare apparecchi moderni e, in tal senso, ci sono anche dei bonus da sfruttare per ammodernare stufe e camini che, in ogni caso, necessitano di una manutenzione periodica ed attenta. 

E la conferma del fatto che, spesso e volentieri, le accuse riguardanti legna e pellet siano eccessive, arriva anche dall’Uncem, l’unione dei comuni montani italiani, che fa parte della coalizione “L’Italia che rinnova” con Legambiente, Kyoto Club, Aiel, RisorsaLegno, Anfus e AssoCosma. 

E, tra gli altri, Francesco Ferrante, vice presidente di Kyoto Club, si è espresso in difesa dell’utilizzo di questi strumenti, confermando che ad inquinare è, per lo più, l’uso ancora troppo diffuso di apparecchi vecchi e inquinanti. Secondo le indicazioni fornite, un ammodernamento degli apparecchi porterebbe ad un abbattimento delle emissioni fino all’80%.

Per quanto riguarda il pellet, è possibile seguire le certificazioni di prodotto per accertarsi di rispettare l’ambiente, riducendo le emissioni. Tra le altre, la principale è sicuramente la certificazione ENPlus, che rappresenta un requisito fondamentale da prendere in considerazione, andando ad assicurare che l’intera filiera di produzione del pellet sia stata controllata e che i prodotti rispettino determinati parametri. In tal senso, è preferibile scegliere combustibili certificati in classe A1, ossia materiale proveniente da legno vergine e non trattato con prodotti chimici, confermando che il materiale scelto e gli strumenti utilizzati fanno la differenza tra un prodotto inquinante ed uno che non lo è.

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