Inchiesta sul riscaldamento: 1 impianto su 4 è fuorilegge

Quando si parla di riscaldamento, le uniche componenti in grado di rendere un impianto sicuro ed affidabile per tutta la famiglia sono manutenzione certificazione.

Eppure, sembra che in Italia la questione passi decisamente sottogamba.

Notizia degli ultimi giorni riguarda proprio i dati fuoriusciti da un’inchiesta condotta in Umbria che, a grandi linee, potrebbe riflettere un andamento similare anche in altre regioni del Belpaese.

L’indagine

Stando a quanto riferito dall’Agenzia per l’energia e l’ambiente, ente che si occupa di effettuare questo tipo di controlli locali, in Umbria esistono oltre 400mila impianti di riscaldamento, passando dalle caldaie domestiche ed arrivando ai bruciatori a gasolio: in media, 1 su 4 risulta fuorilegge; più di 100mila impianti, insomma, sono sprovvisti di “bollino blu”.

Si tratta della certificazione obbligatoria, rilasciata periodicamente da tecnici specializzati, che testimonia il corretto funzionamento di ogni parte dell’impianto e il rispetto degli standard di sicurezza previsti dalla legge (incluso il controllo dei fumi). Il tutto avviene alla prima accensione e, poi, a intervalli di tempo regolari variabili – come da normativa – a seconda delle condizioni e dell’usura.

È una verifica che, in genere, costa tra i 100 ed i 200 euro, eppure viene sistematicamente evitata, senza curarsi del fatto che si può incorrere in sanzioni piuttosto salate. I soggetti trovati privi di bollino, infatti, vengono “beccati” e poi contattati tramite sorteggio.

L’importanza del talloncino

Quello che non viene tenuto in considerazione è che, oltre che per motivi di sicurezza personale, il controllo degli impianti di riscaldamento è fondamentale anche a livello ambientale: si stima, infatti, che siano proprio loro i principali responsabili dell’inquinamento.

In genere, i controlli vanno effettuati ogni 2 o 4 anni, a seconda dei casi, e, nella tariffazione, comprendono anche i 15 euro del costo del “bollino”; quello che molti temono, però, sono le eventuali operazioni di manutenzione straordinaria, che possono sommarsi alla cifra, dando in ritorno spese ben più alte di quelle che si erano previste a budget; ma è una questione, come abbiamo sottolineato, di sicurezza a tutti i livelli!

Le sanzioni

Attualmente, in Umbria si stanno svolgendo delle vere e proprie pattugliazioni: dieci ispettori si dividono l’onere di 4-5 controlli al giorno, completando circa mille verifiche al mese. Un bel numero che dovrebbe far tremare fantomatici “furbetti”. 

Naturalmente, i sorteggiati per la “visita da sanzione” vengono avvisati tramite raccomandata fino a 2 mesi prima, per cui hanno tutto il tempo di mettersi in regola: altrimenti dovranno essere sborsati 140 euro, più circa 100 euro per l’assegnazione del bollino.

Insomma, facendo due conti, si capisce come sia più utile e intelligente restare nel range della normativa, non fosse altro per dormire anche sonni tranquilli!

E se in Umbria le cose stanno così, nelle grandi città e metropoli del Sud e del Nord la situazione potrebbe essere anche molto peggiore!

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